Settembre è un mese bellissimo, e non solo perché ci sono nato.
È il mese in cui finisce l'estate, ma non finisce del tutto.
È il mese delle sfumature, il mese in cui il sole comincia a ritrarsi prima la sera, il mese in cui il colore blu delle ombre si fa un poco più intenso. Settembre è anche il mese in cui le foglie cominciano ad ingiallire, e l'inverno si vede da lontano, come se fosse slavato dietro un vetro sotto il sole degli ultimi sbadigli dell'estate. E poi quel vento così piccolo che ti fruga piano nei capelli.
Credo che la cosa che più mi piace fare a settembre sia passeggiare. Da queste parti, mi piace andare in una delle prime vie dove abitai: ricordo quando andavo a comprare i fumetti, allora una delle poche e uniche preoccupazioni insieme ai compiti di scuola. Ricordo vicino all'edicola -che c'è ancora- la pescheria. E c'è ancora anche quella, col suo odore di fritto intenso e di pesce.
Il ricordo dell'edicola, dei fumetti è mescolato all'odore del pesce fritto e delle foglie d'autunno attaccate sotto alla ruota della mia bicicletta nera. Non so perché tutto questo abbia un'intensità così forte nel mese di settembre, anche perché i fumetti li comperavo tutto l'anno.
Ma a settembre mi sento sempre come il mio amico Charlie Brown: col testone grosso, chino verso il basso, mentre passeggia con quel maglione giallo che riflette appena la sua luce sbiadita sul legno dei recinti anni sessanta dei giardinetti americani.
Io e Charlie Brown: un po' come se fossimo la stessa persone e un po' no.
Lui è veramente troppo sfigato, non si può essere come Charlie Brown. Eppure.
Eppure poi arriva sempre quella voce da fuori, mentre cadono le foglie che dice "Coraggio Charlie Brown!".
È così vera che finisci per crederci. E tuttavia.
Settembre è l'unico mese in cui accetto di subire la dolce tirannia degli oggetti sfocati, del freddo che tocco sulla superficie delle cose. Ed è anche l'unico mese in cui, per guardare le foglie a terra, io e il mio amico Charlie Brown abbiam la scusa gentile di poter tenere in pace la testa rivolta verso il basso.
Commenti:
settembre ha per me la bellezza calda e scura degli addii...anche quelli apparentemente meno felici. ciò che di terribile e intenso ha risvegliato l'estate sembra si ritiri, vada a riposare con la terra e le sue creature. la foto e la passeggiata meditabonda tra le foglie cadute mi ha fatto venir voglia di rilegger un breve racconto di favetto che si intitola 'chiunque va a piedi è sospetto'...ne riporto un piccolo stralcio per i virtuali frequentatori delle 9disera..
"Sempre saluti, sempre addii. anche oggi…era stanca di tutti i saluti, di tutti gli addii della sua vita. messi in fila vanno da qui a los angeles, pensava, da qui a los angeles e ritorno…
Ho caldo, pensava, ho sete. E con pazienza, con il dispetto riservato a quelle cose indispensabili che pure ti imbarazzano e tormentano, scrisse nuovi saluti e nuovi addii. Li indirizzò a persone lontane che non chiedevano altro e agli oggetti che aveva posseduto e perduto".
ronchausen - 17.09.08 22:12
Questo Favetto mi piace perchè fa rima col suo libro del sospetto. Anche se il titolo m'intriga più dello stralcio.
Poi va beh, si sa, io sono meglio.
max - 18.09.08 15:23
è vero che il racconto non è all'altezza di questo splendido titolo che mi aveva così sedotta...ma ieri un paio di righe sugli addii ci stavano bene.
max sei IL meglio, all'irrelativo!
ronchetto - 18.09.08 16:24
Questo sì che è parlare.
max - 18.09.08 17:29
Max, mi hai fatto salire una nostalgia incredibile. Il viale dove abitavate, la bici nera... i grada...! Mon dieu.
Ghizolte - 23.09.08 13:55
Dillo a me. Erano le 6 del mattino quando l'ho scritto e a momenti mi metto a piangere.
max - 23.09.08 14:16
anch'io stavo per mettermi a piangere quando, sabato, ti ho visto passare in bici con quel soprabito anni settanta da ispettore derrik e gli occhialoni modello rayban..un tuffo nel passato!
un faro nella notte delle vasche mantovane del sabato pomeriggio!!
non so se sono i tuoi passaggi, max caro, o è l'effetto di brevi permanenze, ma ho l'impressione che la città, ultimamente, sia più viva rispetto ad anni fa...
ronchausen - 23.09.08 15:10
No, ti sbagli.
La folla prende vita solo al passaggio di cilcisti vestiti da Derrik. Una sorta di mesta (ma sorprendente per Mn) "ola" che dopo pochi secondi riatterra.
Ghizolte - 23.09.08 18:04
Ragazze sono commosso.
max - 23.09.08 19:56
Sogni d'oro, Charlie Brown!
Pipe Rite Path - 25.09.08 01:07
caro max, visto che sei in fase elegiaco-narcisistica dedico alle tue foto questa bella citazione ritrovata oggi tra vecchi appunti...
L’esigenza che ci interpella dalle fotografie non ha nulla di estetico. E’, piuttosto, un’esigenza di redenzione. L’immagine fotografica è sempre più che un’immagine: è il luogo di uno scarto, di uno squarcio sublime fra il sensibile e l’intelligibile, fra la copia e la realtà, fra il ricordo e la speranza.
ronconella - 30.09.08 15:39
ma che bellino ronconella d'autunno.chi ès?
max - 02.10.08 18:46
come sai, mon cher, sono noiosa e fissata sempre sugli stessi tre autori (uno per neurone)...è il giorgetto agamben. è un saggio sulla fotografia brevisssssimo e mooolto ispirato al benjamino..
te lo spedisco! baci col volant
ronconella - 03.10.08 15:08
A tratti pareva l'amico Maurizio Merlato Ponti.
max - 03.10.08 17:49