9disera Photoblog

Saper aspettare.

Km. 592

Saper aspettare.

Il re chiese a Sunzi se le sue capacità strategiche potessero applicarsi anche alle donne, e questi accettò di dargliene dimostrazione usando le concubine del re. Sunzi divise quindi le donne in due gruppi e pose a capo di ciascun gruppo le due favorite del re. Poi spiegò ai due gruppi le regole da seguire: agli ordini di Sunzi, le donne avrebbero dovuto girarsi tutte nella direzione indicata. Al rullo dei tamburi ordinò quindi alla donne di voltarsi a destra, ma queste cominciarono a ridere e non obbedirono.

Sunzi disse allora: "Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale." Spiegò quindi ancora una volta le regole, quindi, al rullo dei tamburi, ordinò alle donne di voltarsi a sinistra. Ancora una volta le donne scoppiarono a ridere e non obbedirono.

Sunzi disse allora: "Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale; se, invece, le regole sono chiare, e tuttavia gli ordini non vengono eseguiti, allora la colpa è degli ufficiali". Diede quindi l'ordine di decapitare le due favorite. Il re, che aveva seguito le manovre dall'alto del suo padiglione, gli ordinò di fermare l'esecuzione dicendosi convinto dell'abilità di Sunzi nel condurre le truppe, ma questi rispose che, nelle sue vesti di generale, vi erano ordini del re che non poteva seguire. Le due donne furono dunque giustiziate, e le favorite immediatamente inferiori per rango furono messe al comando dei due gruppi. Questa volta le donne obbedirono gli ordini senza indugio.

A questo punto Sunzi disse al re che le sue truppe erano pronte e ben istruite, e che avrebbero obbedito a qualsiasi suo ordine, invitandolo a passarle in rassegna. Ma il re lo congedò senza farlo e Sunzi allora commentò: "Il re ama le belle parole ma non sa metterle in pratica".

Commenti:

Eccellente, Smithers, eccellente.

giovanni - 10.12.08 02:04

Nonostante vi siano feisbuk e maispeis abbiamo ancora qualcosa da dire.

max - 10.12.08 09:52

abaso fecebuc a abaso maispes
viva i gati neri

vitorino - 10.12.08 14:12

sì, ha un che d'antan il photoblog, anche i blog. sanno di cameretta e caratteri troppo piccoli.

kome - 13.12.08 20:23

antan come Antani? però mi fa piacere che ancora sei qui che leggi. beh, i fasti dei blog e dei fotoblog sono passati, è vero, però noi siamo ancora qui. un po' come quei bar sport che hanno i divanetti anni 80, e sono tristi perchè non sono alla moda, ma ci torni sempre.
che senso ha fare un fotoblog quando tutti hanno un fotoblog? flicher, maispeis, feisbuc. ha il senso di continuare ad averlo come girare con la due cavalli, ascoltare un vinile o giocare a Pong. Tutto ormai retrò, nostalgico perchè, l'incredibile, è che oggi sei nostalgico nel giro di due anni. Fai una cosa che facevi due anni fa e c'hai già la polvere addosso, la muffa sotto al naso, la nonna che ti da la mancia. Progress power. Più svelto del commercialista di Veltroni.

max - 14.12.08 02:10

no, veltroni, no.

mighe - 14.12.08 23:56

questa foto è uno spettacolo!!!!

Ghizolte - 15.12.08 11:49

ed è per questo, max, che ancora tieni a questo photoblog? perché non è alla moda o è nostalgico?
bau

ronchausen - 15.12.08 18:11

No.

max - 16.12.08 00:36

ne son felice. non era comunque una domanda provocatoria. sento parlare spesso di feisbuc e maispeis ma non li ho mai visitati, ho l'impressione che siano 'mondi senza mondo' che ti assorbono un sacco di tempo ed energie per produrre e riprodurre indefinitivamente solo se stessi. invece trovo il fotoblog più 'lento', capriccioso e imprevedibile. spesso le tue foto sono splendide e nostalgiche ed i testi (come questo) molto ispirati/ispiranti, anche quando non ci sono commenti; ergo amme mi piace il tuo fotoblog. e come il gattaccio nero, attendo quel che vi comparirà.

ronchausen - 16.12.08 15:19

Parlavo con il nostro amico comune che mi deve ancora dare le famose fotocopie tue di questa una sera. Lui sosteneva il contrario, ossia che siamo anacronistici e in un certo senso che non aveva più tanto senso uno spazio del genere. Da un lato vorrei rinnovare la proposta, perchè ripetermi non mi piace, dall'altro è anche vero che, come dici, qui c'è una storia -se non altro meramente biografica- e qualche cosa che si allontana dal mondo senza mondo (felice definizione che approvo).

max - 16.12.08 15:50

ana-cronistico...contro il tempo...mi pare un'incoraggiante definizione!!!! ho visitato un po' gli archivi del blog...come ogni cosa viva ha i suoi momenti di alti e bassi. io dico che va bene così!
il medium è già il messaggio e finché ci sono foto e testi ispirati c'è tutto. la biografia, d'altra parte, non è nulla di personale!

ronchausen - 16.12.08 16:12

Si, ho messo quella cosa della biografia perchè sapevo che l'avresti detto (e del resto è proprio così) o comunque l'avevo nell'orecchio.
Non sono invece convinto dell'anacronistico, nel senso che dopo l'ultimo drink la memoria mi ha lasciato per andare ad incoraggiare gli solgan di alcuni cartelloni dappresso al bar ove eravamo consumati. Quindi può darsi che sia colpa del mio dannato chakra settimo e nulla sia vero di ciòccodetto.

max - 17.12.08 01:21

non importa... ce stava be'!!! il sopraddetto signore non credo si ricordi molto più di te o possa offendersi di checchessia.
ps. il testo che hai proposto per questo cinquecentonovantaduesimo chilometro è davvero potente. mi ricorda qualcosa...

ronconella - 18.12.08 21:49

Il merito è, ancora una volta, di Giovanni.
Alla fine io mi faccio figo con le cose che scopre lui. Ma del resto questa è l'essenza del progresso.

max - 19.12.08 14:30

Ma infatti.

giovanni - 20.12.08 15:11