
Massimiliano Sorrentini ha studiato filosofia per dieci anni ed ora non ne comprende più il motivo. È diventato riluttante e ipertrofico verso quasi tutto, tranne i libri di Bukowsky (ed anche di questo non ne comprende il motivo). Odia i romanzi, crede che Balzac sia un ragioniere, e continua a comperare libri che abbandona a metà per mancanza di strattoni. Gli piace criticare qualsiasi cosa e per questo la sua lingua assomiglia all’erpice kafkiano. Suona ed ascolta il "gezz" e il rock, è cresciuto a pane ed heavy metal, di cui ha conservato l'approccio iconoclasta (e burino). È un irrimediabile romantico, e spesso si è immaginato dipinto al fianco dei personaggi nei quadri di Friedrich: questo gli è costato parecchie coliti e dermatiti nel corso della sua esistenza. È convinto che ci sia conflitto in ogni dove, ma che questo sia necessario alla buona riuscita di qualsiasi cosa. È spesso infastidito dalla parola "oggettivo" e "relativo", ed ha costantemente conati di mondo; è persuaso che il suo futuro possa essere nello sciamanesimo, che la capacità di scelta abbia ancora i suoi perché, e che Homer Simpson dovrebbe diventare presidente degli States. La sua metafora del mondo preferita gliel'ha regalata un caro amico: "vorrei attraversare l'Atlantico navigando su di una fetta di pane imburrato".

Giovanni Bellocchio è alto un metro e ottanta, è miope, discendenza mantovana e capelli in scala di grigio. Grafico e tuttofare web, detesta i bambini che piangono, le mamme che li sgridano, Gator e Bonzi Buddy. Attualmente la sua parola preferita è tensostruttura. Tranne le rare occasioni in cui è eccessivamente preparato, Giovanni è inevitabilmente impreparato. Fallisce nel comprendere il fascino del tennis, delle canottiere, degli strumenti a fiato. È capace di recitare a memoria una scena di Clerks. Se fosse veramente capace di suonare la chitarra elettrica fonderebbe un gruppo chiamato Economies of Scale. Ammira alcune persone. Il suo software preferito è Freehand 8.0 per Macintosh. Se interpellato, vi dimostrerà che il tonno non è un pesce. A volte un gioco contenente astronavi è tutto ciò di cui ha bisogno per essere felice.